giovedì 18 settembre 2014

Organizzare le pause sul lavoro: il Metodo Pomodoro

Che la pausa lavoro sia un elemento fondamentale per la qualità ed il rendimento è assodato. Tuttavia come fare a distinguere tra pause utili per aumentare la produttività ed il caro e vecchio perder tempo?
Una regola univoca non esiste, ma alcuni metodi possono essere d’aiuto.
Uno dei più conosciuti è il Metodo Pomodoro.
Quali sono i suoi punti di forza?
Pause frequenti e semplicità dello schema.

Messo a punto dal professor Francesco Cirillo negli anni ‘80 deve il suo nome al timer da cucina che usava per scandire le sue sessioni ed è basato su un semplice assioma: piccole pause ripetute migliorano la concentrazione e quindi la produttività.
In maniera diametralmente opposta rispetto alla concezione classica della produttività che mirava a rimuovere il più possibile i tempi morti, come raccontava Chaplin in “Tempi Moderni”, il metodo pomodoro sposta la produttività dal volume di lavoro alla densità dello stesso, un po' come fanno i moderni programmi di interval training, aumentando a conti fatti la quantità complessiva di lavoro svolto, con un occhio di riguardo anche per la qualità.

Lo schema classico è presente sul sito ufficiale, tuttavia è solo una base di partenza, sta a noi poi adattarlo alle nostre esigenze e capacità individuali.

Proviamo lo schema base ed adottiamolo a noi seguendo alcuni principi base:
  1. Decidiamo quante sessioni fare.
  2. La sessione dovrà avere una durata di circa 30 minuti (es. 25 di fase produttiva 5 di pausa).
  3. La sessione finisce non prima dello scadere del 25° minuto o appena terminato l’argomento (avendo cura di dividere argomenti più lunghi e complessi in sottocategorie assimilabili al tempo della fase produttiva), nel caso il lavoro venga terminato prima si usa il tempo rimanente per rivalutare, ripassare e perfezionare lo stesso.
  4. Durante la fase di produttività tutte le distrazioni devono essere posticipate alla pausa, qualora questo non sia possibile la sessione viene considerata non valida e quindi non va computata.
  5. Durante le pause brevi possiamo alzarci e fare una camminata se facciamo un lavoro sedentario o riposare un po' le stanche membra se facciamo un lavoro che ci costringe a stare in piedi, inoltre possiamo usare questo tempo per espletare tutte quelle distrazioni sopraggiunte durante la fase di produttività, come leggere mail, messaggi e notifiche o richiamare qualcuno che ci aveva telefonato.
  6. Ogni 4 “pomodori” (sessioni) fare una pausa lunga di 15-30 minuti.
A questo punto non mi resta che augurarvi buon lavoro!

Fonti

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