lunedì 3 febbraio 2014

La pirateria informatica è come accettare caramelle da uno sconosciuto

Da piccoli tutti noi siamo stati tediati dal sacrosanto consiglio dei nostri genitori di "non accettare caramelle dagli sconosciuti, perché non sai che schifezze ci possono aver messo dentro".
Lo stesso consiglio andrebbe rivolto rispetto al software pirata. Basta procedere ad una scansione del sistema con un antivirus (anch'esso rigorosamente pirata) per capire che la saggezza popolare è sempre attuale.
Un carico di virus, posati su un letto di malware con una salsina di spyware e la dolce compagnia di qualche trojan, sono un'occasione troppo ghiotta per lo scaricone furbo. Peccato che spesso questa situazione lasci l'amaro in bocca, perché quando il conto della carta di credito va sotto zero si capisce che la pirateria non è a costo zero anzi può costare molto caro.

Però nella Cenerentola informatica d'Europa dove l'ignoranza e la furbizia digitale regnano, il dogma della pirateria non è stato minimamente scalfito da queste brutte esperienze, anzi n'è uscito quasi rafforzato. E poco importa se esistono soluzioni realmente a costo zero ed anche più sicure dei programmi proprietari originali; bisogna scaricare illegalmente perché s'è a pagamento è sicuramente migliore, e se io riesco ad avere una cosa a pagamento gratis sono "ancora più migliore".

La nostra furba Cenerentola gioca con le lancette dell'orologio per rubare qualche minuto alla mezzanotte; così la vedi mandare il Sistema Operativo avanti di cinquant'anni per ottenere l'antivirus (sempre e solo rigorosamente pirata) in maniera gratuita, quando invece potrebbe avere un sistema operativo gratuito ed esente da virus.

E così giù a scaricare gratis.
Poco importa se è stato ampiamente dimostrato che utilizzare programmi pirata riduce notevolmente la produttività, quindi quello che non paghi in licenza lo paghi in costi indiretti. Certo potremmo far ricorso a software liberi che offrono caratteristiche paragonabili a quelle del programma che stiamo scaricando illegalmente, senza però costi di licenza né perdita di produttività. Ma a quel punto che scusa avremmo per passare ore e ore davanti alla macchinetta del caffè mentre il tecnico ripara il PC? Non sia mai che ci tocca lavorare seriamente!
Nel panorama dell'informatica le aziende italiane sono come un assetato nel deserto che, giunto ad un oasi, preferisce morire di sete piuttosto che bere acqua non oligominerale.

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