domenica 26 gennaio 2014

LibreUmbria: i primi risultati


Negli ultimi anni, il software libero sembra aver preso slancio tra le amministrazioni pubbliche più oculate del nostro paese, anche perchè le misure di austerità imposte dal governo stanno colpendo duramente le organizzazioni locali, costringendoli ad una revisione dei bilanci atta a ridurre gli sprechi.
Questa ottimizzazione delle risorse ha portato ad ambiziosi progetti di migrazioni come LibreUmbria o come quelle in corso nella Provincia dell'Alto Adige con l'adozione di strumenti all'avanguardia per rispondere a questo nuovo contesto finanziario.
In un precedente articolo abbiamo già parlato di LibreUmbria, un progetto sottoscritto dalla provincia di Perugia e di Terni, dalla ASL n°2 e dalla Regione Umbria, che ha come obiettivo primario l'adozione del software libero, LibreOffice, nella Pubblica Amministrazione.
Il progetto prevede il passaggio di più di 7.000 PC a LibreOffice, 2.000 dei quali entro il 2014. L'obiettivo sembra che si stia realizzando dal momento che circa 1.000 PC della provincia di Perugia e 500 appartenenti alla USL Umbria 1 hanno già installato la suite open source.

Il costo della migrazione ammonta a circa 56.000 € per mille postazioni di lavoro, mentre il prezzo dello stesso numero di licenze di Microsoft Office a 284.490€, con un risparmio di circa 228.000€.
Ciò è stato reso possibile non solo dalla partecipazione e dalla collaborazione di molti enti locali che hanno reso l'iniziativa più complessa, ma allo stesso tempo più efficace, ma anche grazie alla formazione del personale, che riferisce di essere soddisfatto del cambiamento.

A questo punto una domanda sorge spontanea: dato che la maggior parte degli utenti sfrutta solo il 15% della loro suite di produttività, perché pagare a caro prezzo le licenze d'uso se possiamo risparmiare?
È come possedere una Ferrari ed essere abituati a guidare a 30 Km/h”.

Fonti:


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