mercoledì 7 agosto 2013

La tessera sanitaria può salvarti la vita

Questo interessantissimo articolo scritto da Pietro A. offre sicuramente molti spunti di riflessione.
L'idea di base è buona: dotare tutti i cittadini di uno strumento elettronico in grado di fornire immediatamente i dati del paziente; solo che le idee che propone sono ormai superate.
Questo perchè con l'avvento del Cloud Computing non è necessario dotarsi di supporti di memoria portatili; infatti basta una chiave di accesso ed un terminale connesso per accedere a tutti i dati.
Quindi la cosa potrebbe essere fatta in maniera più semplice ed economica già da domani rispetto a quanto proposto da Pietro.

Infatti tutti i medici di famiglia hanno ormai archiviati i dati dei loro pazienti sia in locale che su server di sicurezza. Un'architettura ben rodata, basti pensate che tutte le prescrizioni ad oggi vengono inviate al Ministero per far i conti della spesa pubblica.
Contemporaneamente tutti i cittadini hanno in tasca due strumenti: la tessera sanitaria con relativo codice a barre e uno smartphone in grado di leggere i suddetti codici.
Basterebbe semplicemente connettere i database medici e fornire i soccorritori di un programma in grado di accedervi tramite il codice a barre della tessera sanitaria; addirittura, per garantire ulteriormente la privacy dei pazienti, potremmo pensare di dotare i soccorritori di diversi livelli d'accesso in modo da suddividere i dati utili in emergenza dalla storia clinica completa del paziente.
Programma in parte già scritto, dato che le farmacie comunicano l'acquisto dei farmaci al fisco proprio mediante il codice a barre della nostra tessera sanitaria (ricordando che il riutilizzo del codice esistente è previsto dal nostro ordinamento).
In fin dei conti basterebbe solo ed esclusivamente mettere in comunicazione strutture già esistenti, senza la necessità di ricorrere a SD, USB, CD o altro, ricordando che tutte queste periferiche “soffrono” di ingenti costi sia economici che ambientali, nonché di difetti di retrocompatibilità o di compatibilità futura dato che quello che oggi è lo standard d'accesso domani potrebbe non esserlo più (basti pensare ai floppy o alle porte seriali, ed ormai anche dei CD).

Per quanto riguarda la questione dei formati ho già chiarito la posizione della medicina. Esiste il formato DICOM ch'è uno standard approvato, libero ed adottato. Il problema non è nello standard, ma nei software di supporto forniti all'utente; quest'ultimi sono spesso proprietari ma esistono alternative libere altrettanto valide (in certi casi nettamente superiori) che possono sopperire alla mancanza, come dichiarato anche da Salvatore Iaconesi trovatosi proprio in questa situazione