mercoledì 7 agosto 2013

Cos'è il Lock In

In questo precedente articolo abbiamo parlato dell'indipendenza informatica, cos'è e come difenderci.
Oggi parliamo invece del rischio lock in.

Cos'è il lock in?

Il lock in si ha quando si è catturati da una tecnologia potenzialmente inferiore rispetto alla concorrenza.
Tra le figure che traggono maggiori vantaggi dalla pratica del lock in ci sono soprattutto le case produttrici dei software proprietari, perchè così facendo disincentivano la migrazione assicurandosi una clientela più fedele e duratura.


Ma cosa porta a questa cattura e perchè è difficile uscirne?

Il trucco sta nel creare una situazione che generi enormi costi in uscita, un po' come accadeva con i conti bancari e i fornitori di luce e gas in passato.
Nel mondo informatico sono essenzialmente tre i meccanismi usati per impedire la fuga.

Il primo consiste nella perdita di rendimento durante la migrazione al nuovo software.

L'altro problema, il più importante e più difficilmente risolvibile, è la mancanza di interoperabilità. Molto spesso i produttori di software proprietario, per mantenere il più possibile la clientela, sviluppano dei formati scarsamente compatibili con altri prodotti e con versioni precedenti del software. Così facendo infatti prendono due piccioni con una fava: da un lato costringono l'utenza a rimanere legata al proprio software, dall'altro la costringono ad acquistare sempre l'ultima versione perchè i nuovi formati presentano difficoltà di retrocompatibilità con i loro stessi prodotti.
Quanto detto fin ora non si riferisce solo ai programmi proprietari, ma anche alla fornitura di servizi proprietari. L'esempio più eclatante è quello dei social network. Gli utenti infatti investono molto tempo in questi strumenti, creando reti sociali e contenuti; impedire loro di recuperare i propri dati in maniera agevole, compresi i contatti, è un modo molto comune e “popolare” di fare lock in. 
Chi di voi ricorda questa vicenda: Facebook blocca l'esportazione di contatti su google plus ?
Un classico!

Infine, il metodo più diffuso in assoluto per fare lock in è vendere abbinamenti software/hardware preconfezionati, instaurando una condizione per la quale se l'utente vuole l'hardware deve per forza prendere anche il software. L'esempio classico è l'abbinamento PC/ Licenza Windows. Forse non tutti sanno che acquistando una macchina con Windows preinstallato oltre al costo dell'hardware avete anche un costo di licenza software, costo non indifferente se pensate che su un prodotto il cuiprezzo finale è 300 euro il costo della licenza è di circa 100euro.
Però la cosa mirabile di questa pratica di lock in è che le aziende la pubblicizzano come un bene per l'utente, che così facendo ha una macchina pronta all'uso; l'utente è contento, perchè non sa quanto gli costa.
A questo punto è bene pensare a cosa accadrà a tutti i nostri dati quando i programmi usati per aprirli non saranno più sviluppati e i nuovi non supporteranno il formato con il quale sono stati salvati, diventeranno di conseguenza solo una serie di codici inutili.
Altro aspetto da valutare è la possibilità che i servizi di storange sul quale abbiamo depositato i nostri dati possano fallire o cambiare le condizioni d'uso (ad esempio diventando a pagamento); questo comporterebbe l'impossibilità di accedere ai dati stessi o, anche in possesso dei dati, l'incapacità di utilizzarli per l'assenza di software di codifica.
Terzo aspetto da valutare è quello economico, perchè le pratiche di lock in hanno un costo per l'utente finale, come ad esempio i costi di licenza e di perdita della produttività.


Articoli correlati: