venerdì 12 luglio 2013

LibreUmbria: dal polmone verde d'Italia un soffio di Open Source

Come già annunciato nel precedente articolo, in questa seconda parte vorrei soffermarmi sul progetto LibreUmbria.

È normale chiedersi, a questo punto, perchè le Pubbliche Amministrazioni utilizzano un software proprietario (Microsoft), spendendo miliardi di euro su scala nazionale (soldi dei contribuenti derivanti dalle tasse), quando posso usare un software libero (ad esempio LibreOffice), senza costi di licenza ed in grado di offrire funzionalità sovrapponibili, fornendo inoltre aggiornamenti costanti nel tempo e sempre gratuiti.
Nel mondo sono molte le città che stanno sfruttando le potenzialità del software libero portando avanti progetti di migrazione. Tra le più importanti ricordiamo: la città di Monaco di Baviera, la Public Library di Chicago, gli ospedali di Copenhagen, la Provincia di Bolzano, Limerick in Irlanda, Las Palmas in Spagna, Pilea Hortiatis in Grecia, la città di Largo in Florida.

Fortunatamente anche in Italia alcuni Enti pubblici si stanno muovendo in questa direzione, una delle iniziative più importanti per numero di Enti coinvolti è LibreUmbria.
LibreUmbria”, è un progetto sottoscritto dalla provincia di Perugia e di Terni, dalla ASL n°2 e dalla Regione Umbria, che ha come obiettivo primario l'adozione del software libero, LibreOffice, nella Pubblica Amministrazione (PA) umbra.
La migrazione prevede 5 passi (attività):
  1. analisi delle caratteristiche delle postazioni e degli utenti coinvolti;
  2. comunicazione interna;
  3. formazione di un nucleo del personale interno all'Ente che potrà tenere corsi ai colleghi su LibreOffice;
  4. installazione della nuova suite in sostituzione a Microsoft Office;
  5. avvio delle attività di assistenza post-migrazione agli utenti finali.

Quali sono i vantaggi?

  • Innanzitutto da un punto di vista economico, le PA sono svincolate dal sostenimento dei costi d'acquisto delle licenze d'uso di Microsoft Office (ad esempio la Provincia di Bolzano, l'Azienda Sanitaria e il Consorzio dei Comuni che sono migrate a Libre Office su 12000 pc hanno risparmiato ben 600.000 €; la città di Monaco di Baviera ha portato a termine con successo il progetto Limux, con un risparmio di 10.000.000€ in 9anni; la terza migrazione per grandezza in Europa è quella avvenuta in 13 ospedali di Copenhagen nel 2011, con un risparmio superiore ai 5 milioni di euro);
  • dato che è possibile modificarlo liberamente, il software può essere personalizzato ed adattato alle esigenze specifiche delle PA (ai quali vanno ad aggiungersi numerose estensioni e modelli già messi a disposizione dalla comunità di LibreOffice stessa) ;
  • essendo il codice sorgente sottoposto a continue revisioni da parte di moltissime persone, garantisce una maggior tutela degli utenti stessi a possibili malfunzionamenti o bug, oltre che un miglior supporto grazie alla presenza di importanti comunità di sviluppatori;
  • disincentiva dalla pirateria informatica per gli utenti finali che, conoscendo Libre Office, possono installarlo anche sul proprio pc privato;
  • collaborando con sviluppatori volontari e utilizzando il lavoro della comunità, anche le piccole e medie imprese sono in grado di sviluppare e vendere prodotti di alta qualità, favorendo anche lo sviluppo dell'indotto sul territorio e quindi la creazione di nuovi posti di lavoro.

Per far si che la migrazione avvenga nel migliore dei modi è fondamentale la collaborazione tra gli Enti coinvolti, il gruppo di lavoro istituito ed il partner The Document Foundation, così come l'attività di comunicazione a partire dalle figure apicali (dirigenti ed amministratori degli Enti locali) per arrivare all'utente finale; inoltre è necessaria una corretta pianificazione dell'attività di formazione del personale, oltre che un modello di supporto interno, strutturato all'interno dei singoli Enti coinvolti.

Per maggiori informazioni è possibile consultare l'ampia documentazione messa a disposizione dal progetto stesso tramite il loro sito ufficiale: http://www.libreumbria.it/


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